Il salotto di Villa Manzoni / 2016

Un ciclo di incontri con prestigiose personalità dal mondo dell'arte, della letteratura e della cultura.

Villa Manzoni apre le porte all’universo della cultura attraverso le sue più svariate manifestazioni: i libri, l’arte, la filosofia, il disegno, la storia. Il progetto vuole creare un’occasione di incontro - aperta a tutti - con grandi autori ed esponenti prestigiosi del panorama culturale sammarinese e italiano. Fino al prossimo autunno, un ospite di rilievo scelto tra esponenti del mondo letterario, della tivù, del sociale, dell’arte. Un progetto dell'Ente Cassa di Faetano, coordinato dalla giornalista Angela Venturini.

Prossimi appuntamenti:
7 luglio - Nicolai Lilin presenta Spy Story Love Story, Villa Manzoni, San Marino
21 luglio - Safiria Leccese presenta La strada dei miracoli, Villa Manzoni, San Marino

Nicolai Lilin presenta Spy story love story

7 luglio - ore 21 - ingresso libero / Dall’autore di Educazione siberiana, la storia di un killer che non ha paura di niente, tranne che della propria umanità.

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Il 7 luglio sarà a San Marino a presentare in anteprima il suo nuovo libro Nicolai Lilin, l’autore russo divenuto famosissimo nel 2009 con “Educazione siberiana” tradotto in 23 paesi e dal quale Gabriele Salvatores ha tratto un altrettanto celebre film.
Spy story love story, questo è il titolo dell’opera, è la storia di un killer professionista, che uccide su comando e che non ha paura di niente, tranne che della propria umanità.
Un romanzo sulla libertà di scegliere, sulla grazia e sulla dannazione, sulle tenebre e la luce che abitano negli uomini. Sarà una ragazza, Marta, “la culla di ogni cosa, un’armonia perfetta alterata da piccole esplosioni di caos”, a metterlo di fronte alla vulnerabilità.

Sull'autore
Nicolai Lilin è uno scrittore russo, di origine siberiana, nato nel 1980 a Bender, in Transnistria (stato indipendente riconosciuto oggi come Repubblica Moldava, ma all’epoca facente parte dell’Unione Sovietica). Scrive in lingua italiana.
Lilin è il suo pseudonimo, scelto in omaggio alla madre dell’autore, Lilia. In russo infatti Lilin significa “di Lilia”. Il suo vero nome, così come riportato all’anagrafe italiana, è Nicolai Verjbitkii.
Nel 2003 si è trasferito in provincia di Cuneo, dove ha fatto il tatuatore, avendo studiato per tanti anni i tatuaggi della tradizione criminale siberiana e imparato le tecniche e i codici complessi che li regolano. Dal 2010 vive e lavora a Milano.
Presso Einaudi ha pubblicato i romanzi Educazione siberiana (2009), tradotto in diciassette Paesi, e Caduta libera (2010), entrambi scritti direttamente in italiano. Del 2012 sono Il respiro del buio e Storie sulla pelle, del 2014 Il serpente di Dio e del 2016 Spy story love story.
Gabriele Salvatores ha tratto un film dal romanzo Educazione siberiana prodotto da Cattleya.

Fabio Mongardi racconta il caso Manzoni

Report - giovedì 9 giugno
Un ventennio di violenze, l’occupazione tedesca, la nobiltà nera e conservatrice, il modello di lotta partigiana, la guerra civile, i rancori e le vendette personali. Tutte le cause di una strage spiegate al salotto le

Sobrio, elegante nell’esposizione, eppure generoso nel racconto di una vicenda ancora coperta da misteri, reticenze, inconfessabili vergogne. Senza tuttavia svelare le parti cruciali, come nei migliori polizieschi. Fabio Mongardi, scrittore faentinese, affascina il pubblico del salotto letterario di Villa Manzoni – promosso da Ente Cassa di Faetano - con la presentazione del suo libro in cui ripercorre, in chiave romanzata, l’eccidio della famiglia Manzoni Ansidei di Frascata di Lugo, parenti di quei Manzoni Borghesi che hanno scritto tante pagine della storia di San Marino.
“Il caso Manzoni”, un’opera tra la fiction e l’indagine giornalistica, è forse anche un atto di giustizia nei confronti di responsabilità, che per troppo tempo sono state nascoste. La sera del 7 luglio 1945, un gruppo di partigiani uccide, senza apparenti motivi, la contessa Beatrice, i suoi tre figli, e la serva. I corpi, vengono trovati tre anni dopo sepolti in un campo nelle vicinanze. Perché?
E’ questa la domanda che ancora oggi aleggia tra le nebbie delle valli, nella bassa romagnola. Cause sociali, storiche, ambientali, intimamente intrecciate a rancori e vendette personali. Come purtroppo accade anche in altri luoghi subito dopo la seconda guerra mondiale. Ma in questo caso, con l’aggravante dell’omertà di tutto un paese.
Su questo intreccio, il pubblico del salotto letterario è rimasto appeso al filo della curiosità e dell’attenzione per tutta la serata.

Note sull'autore
Fabio Mongardi è nato e vive a Faenza. Ha pubblicato con la casa editrice Mobydick: Il guinzaglio, Il verdetto muto, tradotto in Germania dalla Scherz Verlag, (oltre 5000 copie vendute e cinque stelle su Amazon). La donna dell’isba. Con Giraldi: Ombre di notte.
Suoi racconti sono presenti nelle antologie assieme a scrittori come: Eraldo Baldini, Carlo Lucarelli, Francesco Guccini, Stefano Tassinari. Inoltre ha vinto la sesta edizione di “Orme gialle” (Pontedera), e il Premio Speciale Territorio del concorso letterario Graphie (Cesenatico). Finalista al Premio Arcangela Todaro-Faranda.

Il dottor Costa a Villa Manzoni

Report - giovedì 21 aprile
Un mito di fama mondiale, inventore della clinica mobile, con le sue storie di corse e di piloti, di vite salvate e portate alla vittoria, incanta e commuove il pubblico di Villa Manzoni.

C’era il pubblico delle grandi occasioni a Villa Manzoni, giovedì sera, per l’arrivo del dottor Costa: i due piloti sammarinesi Alex De Angelis e Manuel Poggiali, il vice sindaco di Coriano Gianluca Ugolini, la rappresentanza del Moto Club di Riccione, della Fondazione Simoncelli, dei 58 Boys, della Federazione Motociclistica Sammarinese. Tantissimi appassionati e corridori di moto. E poi c’era il dottor Oliviero Soragni, che dall’Ospedale di San Marino, tante volte l’ha aiutato nel ricomporre le fratture più complicate.
Ma soprattutto c’era lui, il dottor Claudio Costa, appartenente a quella razza di medici di cui si è perso lo stampo. Quei medici che prima ti curano con una carezza, una parola, un gesto di affetto, e poi con la medicina. Che usano una tecnica che sembra follia, ma che ottengono risultati che sembrano magia. E invece c’erano le voci di Zanardi, Capirossi, Doohan, Valentino, Pedrosa, Dovizioso, Lorenzo e tantissimi altri a testimoniare la bravura di questo medico romagnolo con la passione delle moto. Ognuno con il suo personalissimo grazie. C’era un filmato, con immagini originali, mai viste in tivù, registrate di persona dal dottor Costa, montate con sapiente maestria, che quando è arrivato a Simoncelli e alla sua storia, da bambino fino al tremendo incidente che gli è costato la vita, ha commosso nel più profondo del cuore tutti i presenti. Perfino il dottor Costa. Che da vero romagnolo, semplice e schietto, umile nella sua grandezza, ha dovuto allontanarsi per nascondere le lacrime.
C’era la storia della Clinica Mobile, dal primo furgone che nel 1976 cominciò a posizionarsi sui circuiti, con le sue attrezzature di primo soccorso, adatte a fronteggiare le crisi post traumatiche iniziali e consentire un più sicuro trasporto in ospedale.
Una serata strepitosa, per i valori umani e sociali trasmessi da questo incredibile personaggio, da iscrivere nel palmares delle attività culturali dell’Ente Cassa Faetano – Fondazione Banca di San Marino, che promuove il progetto del Salotto di Villa Manzoni.
Una soddisfazione grandissima per tutti aver stretto la mano, aver ricevuto l’autografo, o aver fatto un selfie con un uomo di fama mondiale. Lui, davvero unico, essenziale, immediato, come quando interviene a raccogliere i piloti catapultati per terra, dribbla i complimenti con una frase telegrafica: “Sono semplicemente il dottorcosta, minuscolo, tutto attaccato”. Una frase che vale una vita.



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  • Di là delle siepi con Andrea Galgano

    Report - Giovedì 31 marzo
    Un giovane autore con un libro di alto profilo letterario dedicato a Pascoli e Leopardi apre la terza edizione del salotto letterario di Villa Manzoni.

    A distanza di anni, nonostante le antipatie spesso maturate sui banchi di scuola, Leopardi e Pascoli riprendono nuova vita, proprio come fanno i grandi classici, attraverso le loro opere, la loro poetica.
    E’ sicuramente una visione inedita, brillante, emotivamente coinvolgente quella che ci offre Andrea Galgano che, nel suo libro, mette a confronto due vite e due produzioni poetiche, testimonianza diretta di una concezione dell’esistenza in cui il legame tra l’io e il mondo è immerso in una commistione irrisolta.
    Parte con questa proposta di alto profilo letterario, ma con indissolubili valenze umane e filosofiche, la terza edizione del salotto di Villa Manzoni, voluto e promosso da Ente Cassa Faetano per avvicinare gli autori al grande pubblico.
    Il libro di Galgano: Di là delle siepi (Aracne Editore), è una sorta di viaggio nel mondo della poesia e della letteratura italiana, lungo un percorso che si snoda con leggerezza tra due traiettorie di vita intrise di pessimismo, di sofferenze e di dolore, ma tali da assurgere a quel linguaggio universale che riesce a parlare al cuore degli uomini di ogni tempo.
    Giacomo Leopardi e Giovanni Pascoli sono indagati e analizzati attraverso le reciproche consonanze e difformità, non messe a confronto ma viste attraverso trascrizioni in parallelo. L’analisi è esplicata da Andrea Galgano attraverso un dialogo tra i due autori, ascoltati con le voci del poeta–docente e del poeta–fanciullo che, in una sorta di regressione psicodinamica, scoprono l’essenza e la consistenza delle cose. In questa situazione di mancanza o di assenza, che riguarda sia il rapporto tra uomo e natura, sia quello tra uomo e storia, la realtà non risulta marginalizzata; c’è anzi nel percorso teorico e nell’esperienza poetica di Leopardi e di Pascoli un’apertura nei confronti del reale, in cui il punto di partenza è sempre l’esperienza sensoriale, attraverso la quale l’io si concepisce in azione, in rapporto con l’esterno.
    Di là delle siepi racchiude uno studio di sette anni. È un viaggio di gioia, ma anche una ferita. Un viaggio che non lascia tranquilli. I Canti di Leopardi, ad esempio, sostengono la trama di un rapporto con la natura e la bellezza, con un “tu” indecifrabile ma presente, con lo spasmo onirico di un sogno esistenziale, con l’infinita sproporzione dell’essere e della realtà che tocca il proscenio di una disillusione ma che afferma, continuamente, un inesausto desiderio di felicità estrema. È un saggio che procede in parallelo, dal punto di vista filologico ed ermeneutico. Ma è anche una sosta lunghissima sulle linee di questi due autori che, come diceva De Sanctis, ti stringono a ciò che nella vita è più nobile e grande.

    Chi è Andrea Galgano
    Andrea Galgano (1981), poeta, scrittore e critico letterario, è nato e cresciuto a Potenza. Collabora con il periodico on-line «Città del Monte» per il quale è editorialista e curatore di poesia e letteratura. È docente di letteratura presso la Scuola di Psicoterapia Erich Fromm di Prato, fondatore e direttore responsabile di «Frontiera di pagine magazine on line», coordina il progetto di ricerca sul senso religioso in Giacomo Leopardi per International Foundation Erich Fromm e lo sviluppo dei processi di formazione letteraria nelle professioni intellettuali per la Scuola di Psicoterapia Erich Fromm. Ha scritto i libri di poesie Argini (Lepisma editrice, 2012, prefazione di Davide Rondoni) e Downtown (Aracne, 2015, tavole di Irene Battaglini, prefazione di Giuseppe Panella) ed è membro del comitato scientifico della collana “L’immaginale” per Aracne editrice, Roma, per la quale ha pubblicato i saggi Mosaico (2013) e Di là delle siepi. Leopardi e Pascoli tra memoria e nido (2014, prefazione di Davide Rondoni, preludio di Irene Battaglini), e con Irene Battaglini il volume Frontiera di Pagine (2013) che raccoglie saggi e interventi di arte, poesia e letteratura e il catalogo Radici di fiume (Polo Psicodinamiche, 2013), un intenso percorso simbiotico di arte e poesia. Firma 25 testi poetici in Desinenze di Luce (Calebasse, 2015) con il fotografo Renato Maffione, in un connubio originale tra parola e immagine.

    Ascolta la registrazione della serata