Il Salotto di Villa Manzoni 2017

Un ciclo di incontri con autori affermati ed emergenti e prestigiose personalità dal mondo dell'arte e della cultura.

Villa Manzoni apre le porte all’universo della cultura attraverso le sue più svariate manifestazioni: i libri, l’arte, la filosofia, il disegno, la storia. Il progetto vuole creare un’occasione di incontro - aperta a tutti - con grandi autori ed esponenti prestigiosi del panorama culturale sammarinese e italiano. Fino al prossimo autunno, un ospite di rilievo scelto tra esponenti del mondo letterario, della tivù, del sociale, dell’arte. Un progetto dell'Ente Cassa di Faetano, coordinato dalla giornalista Angela Venturini.

La grande musica a Villa Manzoni

martedì 12 settembre / ore 21 / ingresso libero
Docenti ed allievi di String Concert Academy si esibiranno eccezionalmente insieme per una serata esclusiva.

Dopo il successo dello scorso anno, il Salotto di Villa Manzoni torna ad aprire le sue porte alla prestigiosa String Concert Academy, il laboratorio formativo che raccoglie sul Titano giovani musicisti già professionisti, che intendono costruire la propria carriera con il supporto di artisti di fama mondiale. Animato da giovani provenienti da ogni parte del mondo - Cina, Spagna, Russia, Francia, Giappone, Italia, Albania - String Concert Academy è in corso a San Marino dal 5 al 15 settembre, per la sua seconda edizione, e si sta facendo notare a livello internazionale non solo come momento di arricchimento formativo, ma anche come trampolino di lancio.
La serata sarà un momento di musica davvero eccezionale perchè vedrà esibirsi insieme - in un concerto per soli archi - giovani talenti con artisti di calibro mondiale, per celebrare una magia che solo la potenza e la bellezza della musica possono generare.
Suoneranno con i loro allievi maestri del calibro di: Oleksandr Semchuk al violino, Leonid Gorokhov al violcello e Andiy Vitovich alla viola. In programma, musiche di Schubert, Telemann, Alvarado

Programma

Luigi Boccherini
Quintetto per archi in do maggiore Op. 28
I. Andante con moto
Gaia Paci, Nöbl Karina – violini
Midori Maruyama – viola
Leonid Gorokhov, Feltz Ophelia – violoncelli

 
Georg Philipp Telemann
Fantasia in si minore n°9, TWV 40-22
I. Siciliana II. Vivace III. Allegro

Henry Wieniawski
La Velocité Op.18
Lodovico Parravicini - violino
 
Gaspar Cassadó
Intermezzo from Suite for cello solo
Tatiana Tutynina – violoncello
 
José Alvarado
Chique
Alice Palese – violino
Andriy Viytovych – viola
Christina Stuart – violoncello

 
Henry Wieniawski
La Saltarella Op.10
Niccolò Vasconetto - violino
 
Eugene Ysaÿe
“Ossessione” dalla sonata N.2
Shapachka Katsyaryna – viola
 
Franz Schubert
Trio per Archi in si bemolle maggiore, D471
I. Allegro

Oleksandr Semchuk – violino
Midori Maruyama – viola
Saya Takemoto – violoncello



> Guada il video report dell'esibizione 2016

Pamela Mele presenta IN FELICITA' #34

La toccante storia di una vittoria contro il dramma dell'anoressia
Report / lunedì 24 luglio

Una storia di dolore e di speranza sulle note del Liga. Una lunga lotta contro l’anoressia che divora la vita delle persone. L’autrice si racconta a Villa Manzoni, con la partecipazione dello psicologo Maurizio Ceccoli.

L’anoressia è una malattia che distrugge il corpo e la mente. Che porta alla morte, in una percentuale altissima di casi. Pamela Mele, una dolcissima signora romana, logopedista, un marito, due figli, racconta il suo viaggio all’inferno. E ritorno. Di fronte ad un pubblico più che mai attento e sensibile, apre il suo cuore, ripercorre il suo dramma, fatto di regole ferree per costruirsi un’apparente normalità, l’ossessione del peso, il conteggio maniacale delle calorie, i sacrifici inauditi, il cibo sminuzzato e mai mangiato. Il digiuno perenne. La solitudine. Una bolla impenetrabile per chiunque, costruita apposta per “gestire” il rapporto con gli altri. O meglio, per evitare di gestirlo.
Quando è riuscita a risalire la china, a guardare in faccia “la bestia” che la stava divorando dentro e a combatterla, Pamela decide di scrivere un libro, che serva da monito a tante altre ragazze, che possa portare un aiuto a chi l’aiuto lo rifugge. “In felicità #34” lo ha titolato, ma originariamente era “infelicità”. È rimasto il 34 con il cancelletto, oggi si direbbe hashtag, ma per Pamela è lo sbarramento dei 34 chili, il peso sotto il quale non dovrà più andare.
Accanto lei, ospite del Salotto letterario promosso da Ente Cassa Faetano, il dottor Maurizio Ceccoli, che conosce molto bene questa patologia dal punto di vista dello psicologo e che ne parla come di una vera e propria malattia psichiatrica. Poi il discorso si allarga ai disturbi alimentari che descrivono un vero e proprio disagio sociale, alle devianze giovanili, al fenomeno delle dipendenze, al recentissima, terribile, moda del Blue Whale.
In sala c’è un pubblico di professionisti, di famiglie, di persone nei cui occhi si legge la luce della sofferenza e della speranza, della voglia di capire perché tanti ragazzi “si fanno male” e fanno star male.
Pamela è un caso speciale, ce l’ha fatta. E adesso sta girando le scuole, i quartieri e le piazze di Roma, per raccontare la sua esperienza e, in qualche maniera, fare prevenzione. La “bestia” di può sconfiggere, ma lascia segni indelebili. Lei stessa soffre di disturbi gastrici e intestinali difficilmente guaribili, osteoporosi grave, menopausa precoce.
Ma ha tanta voglia di vivere, l’ha riscoperta, grazie al sostegno della sua famiglia, all’amore di suo marito e dei suoi figli, grazie a medici e analisti che hanno saputo seguirla, alle sue amiche, che non l’hanno mai abbandonata.
Grazie anche alle note del Liga, una passione musicale nata quando era ragazzina e che, nella disperazione del dolore e della solitudine, sono diventate una specie di ancora di comprensione e di salvezza.

Mariele Ventre, la sua storia, il suo coro

Report / venerdì 23 giugno

Presentazione del libro Lettere da Mariele ... oltre le note dello Zecchino d'Oro

Mariele Ventre ci ha lasciato un esempio di umanesimo cristiano, di protagonismo femminile e di attenzione all’arte come rifrazione di Dio.
Dagli archivi della Fondazione a lei dedicata, la corrispondenza inedita della direttrice dello Zecchino d’Oro e del Piccolo Coro dell’Antoniano, alla presenza della sorella Maria Antonietta, del giornalista Giuliano Musi, dell’Editore Roberto Mugavero
e con la preziosa esibizione dei ragazzi che la stessa Mariele ha educato al canto.


> Guarda il video della serata


Mariele Ventre: tutti noi la ricordiamo sempre sorridente a dirigere il Piccolo Coro dell’Antoniano nelle tante edizioni dello Zecchino d’Oro. Adesso, quei bambini che lei stessa ha educato al canto, si sono ritrovati e hanno creato un altro coro, che canta le canzoni di quella volta là, con la stessa bravura e con lo stesso pathos. In senso ironico li chiamano “I Vecchioni”, ma sono ragazzi di trent’anni, o poco più. Saranno loro a fare da sottofondo canoro al salotto letterario tutto dedicato alla figura, ancora tutta da scoprire, di questa grande donna.
È la Mariele che emerge dalla sua fittissima corrispondenza, raccolta dal giornalista Giuliano Musi in un libro edito da Minerva: “Lettere da Mariele… oltre le note dello Zecchino d’Oro”. La Mariele pianista di altissimo livello, diplomata a pieni voti al Conservatorio di Milano. La Mariele missionaria e ferrea direttrice di piccoli coristi a cui insegnava a cantare in maniera impeccabile, grazie al suo personalissimo metodo didattico – canoro. La Mariele profondamente religiosa, nella sua radicata convinzione che la musica, il canto, l’educazione dei bambini che le venivano affidati, fossero una maniera di aiutare il prossimo, che era lo scopo primario della sua vita.

Giancarlo De Cataldo racconta il suo Romanzo Criminale

Report / venerdì 26 maggio

De Cataldo San Marino

Magistrato e scrittore, maestro della descrizione dei torbidi intrecci tra malavita, tessuto sociale e malaffare politico.Giancarlo De Cataldo si racconta a Villa Manzoni a partire dalla sua opera più famosa: Romanzo Criminale.

Giancarlo De Cataldo ha processato la Banda della Magliana, l'ha raccontata in un romanzo che è diventato una saga, ne ha avvistato la fine, indicando la metamorfosi antropologica e criminale della città in una "Suburra" dove il Mondo di Sopra e quello di Sotto diventano tutt'uno in quello di Mezzo.
“Romanzo criminale” non è soltanto un affresco sulla mala di Roma. Così, senza un minimo di romanticismo, somiglia a un’epopea. Nel 2005 Michele Placido ne trasse un film di grande successo, poi Sky produsse una doppia serie tv.
Un grande personaggio: magistrato, giudice della Corte d’Assise di Roma, scrittore, sceneggiatore, tra i suoi titoli più famosi: Suburra, Nero come il cuore, Nelle mani giuste, Onora il padre, La Notte di Roma. La sua bibliografia è lunghissima e vanta collaborazioni importanti con nomi come Camilleri e Lucarelli., Bonini e altri.

> Leggi l'intervista realizzata a Villa Manzoni con Giancarlo De Cataldo

Marcello Jori presenta "La storia dipinta dell'arte"

Report / giovedì 27 aprile

Il grande artista illustra il suo libro-opera, ovvero la prima storia dell'arte raccontata attraverso tavole disegnate e scritte da un artista.«Ho sempre sognato di vedere la faccia del primo artista del mondo mentre inventava la prima opera d’arte, e in questa storia ce l’ho fatta».

"La storia dipinta dell'arte" è un racconto dipinto e scritto a mano, il primo tentativo mai fatto da parte di un artista di interpretare la storia dell'arte raccontandola dal suo punto di vista. Un libro sorprendente, che nasce da un progetto a puntate in corso di pubblicazione sulla rivista “Flash Art", raccolto e ampliato da Rizzoli in un'unico prezioso volume, dove l'eclettica esperienza di Jori si condensa in una nuova forma narrativa, ottenendo un risultato al contempo artistico e divulgativo. In sostanza si tratta della prima storia dell'arte realizzata come un'opera artistica in sé.

MARCELLO JORI (1951) inizialmente fotografo, poi pittore, scrittore, designer, fumettista, illustratore, vive e lavora tra Milano e Merano. Fra i protagonisti della scena artistica italiana, ha partecipato a tre Biennali di Venezia, alla Biennale di Parigi, a due Quadriennali di Roma, ha esposto in gallerie e musei nazionali e internazionali. Ha realizzato oggetti per Alessi e Moroso. Oltre a numerosi libri d’arte, nel 2000 ha pubblicato il bestseller Nonna Picassa (Mondadori Strade Blu), un romanzo di formazione basato sulla gura della nonna. Ha collaborato con “Vogue” e “Vanity” e ha disegnato copertine per "la Lettura" e il "Corriere della Sera" dove più volte, ha scritto d'arte, non da giornalista, ma da artista.

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Valerio Massimo Manfredi presenta Teutoburgo

Report / Venerdì 17 marzo

Il grandissimo archeologo incanta Villa Manzoni con la presentazione di Teutoburgo, una potente rievocazione storica della battaglia che ha cambiato il destino dell’impero romano e del mondo.

Valerio Massimo Manfredi fa il pieno a Villa Manzoni. Comincia alla grande la quarta stagione del salotto letterario promossso dall’Ente Cassa di Faetano che ospita, per la sua prima serata, il maestro del romanzo storico, affascinante quando scrive, tanto quanto racconta le sue opere e i suoi personaggi.
Valerio Massimo Manfredi racconta Teutoborgo, una delle più grandi sconfitte del potentissimo esercito di Roma. Parla dei due protagonisti Wulf e Armin, due giovani germanici, fatti prigionieri ed educati a Roma, ma con destini completamente diversi. Descrive i grandi generali, da Druso a Germanico, ma anche Publio Quintilio Varo che portò le legioni al massacro di Teutoburgo, e il centurione della Diciottesima Legione Marco Celio Tauro, qui morì da valoroso. Narra della potenza di Roma, della sua perizia nelle opere civili, gli acquedotti, i ponti, le strade che non finiscono mai; delle sue navi e dei suoi eserciti. Spiega i suoi punti deboli a causa del lavoro basato sullo schiavismo. E poi descrive anche Palmira, vista tanti anni fa, che si tinge di rosso sullo sfondo verde dei palmizi mentre arriva la notte e il cielo si accende sul bagliore dei marmi eterni, che solo la furia del fondamentalismo ha saputo distruggere. Una damnatio memoriae che attraversa i secoli, che abbatte ogni testimonianza, ma non riesce a cancellare la bellezza e far dimenticare gli eroi.
Del resto, il romanzo che racconta epoche lontane ha il fascino di “another time, another place”. Forse qui è uno dei segreti del successo dei lavori di Valerio Massimo Manfredi e una di serata che ha fatto luce sui segreti di Teutoburgo, la battaglia che ha cambiato le sorti dell’impero romano. E dell’Europa. Se così non fosse stato, forse l’Europa Unita avrebbe oggi 2000 anni. Ma questa storia non fu mai scritta.

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