Il Salotto di Villa Manzoni 2017

Un ciclo di incontri con autori affermati ed emergenti e prestigiose personalità dal mondo dell'arte e della cultura.

Villa Manzoni apre le porte all’universo della cultura attraverso le sue più svariate manifestazioni: i libri, l’arte, la filosofia, il disegno, la storia. Il progetto vuole creare un’occasione di incontro - aperta a tutti - con grandi autori ed esponenti prestigiosi del panorama culturale sammarinese e italiano. Fino al prossimo autunno, un ospite di rilievo scelto tra esponenti del mondo letterario, della tivù, del sociale, dell’arte. Un progetto dell'Ente Cassa di Faetano, coordinato dalla giornalista Angela Venturini.

Pamela Mele presenta IN FELICITA' #34 - La mia storia sulle note del Liga

La toccante storia di una vittoria contro il dramma dell'anoressia / lunedì 24 luglio / ore 21.00 / ingresso libero

Una storia di dolore e di speranza sulle note del Liga. Una lunga lotta contro l’anoressia che divora la vita delle persone. L’autrice si racconta a Villa Manzoni, con la partecipazione dello psicologo Maurizio Ceccoli.

L’anoressia, una “Bestia” capace di divorare le persone e le famiglie. Un argomento assolutamente nuovo per il salotto letterario di Villa Manzoni, che accende le luci su questa patologia e, più in generale, sui disturbi alimentari, sulle devianze e sul male di vivere di tanti giovani di oggi.
L’occasione ce la offre una persona stupenda, una ragazza che ha combattuto la “Bestia”, che l’ha vinta, e che ora mette a disposizione la sua esperienza di dolore per aiutare tutte le altre persone.
Pamela Mele si racconta nell’abisso dell’anoressia e nel lungo, doloroso, percorso di rinascita, con a fianco la famiglia, i medici, le amiche e… le note del Liga. Sembra strano, ma è incredibile come a volte, la musica, possa mettersi vicino alle persone quasi che fosse l’unica voce, l’unica presenza in grado di capirle.
L’anoressia: un disturbo orrendo, che lentamente porta via tutto. Il meccanismo subdolo alla base della malattia, il rapporto perverso con il cibo, le bugie infinite per ostentare un’apparente normalità, sono la condanna verso un inesorabile isolamento. L’anoressia è l’urlo soffocato di una persona che non ha voglia di morire, ma ha paura di vivere.
Di tutto questo parleremo presentando il libro di Pamela Mele “In felicità # 34 – La mia storia sulle note del Liga”, prefazione di Barbara Pozzo, Edizioni Eracle.
Ma poi allargheremo il discorso alle tante forme di disagio giovanile, ai disturbi alimentari, alle devianze e alle dipendenze, alla moda inquietante di distruggere e martoriare il proprio corpo, grazie alla presenza dello psicologo Maurizio Ceccoli.
Con lui affronteremo non solo le cause di queste patologie, ma soprattutto le eventuali possibilità di prevenzione e di cura; il ruolo che devono avere la famiglia, le strutture sanitarie, i media.
Un argomento di forte taglio sociale, dunque per il salotto letterario di Villa Manzoni, voluto e promosso da Ente Cassa Faetano. Una maniera per mettere la cultura letteraria al servizio della conoscenza per chi – e oggi sono davvero tanti – si trova a combatte contro “le bestie” del nostro tempo. Spesso in un’angosciata solitudine.

Mariele Ventre, la sua storia, il suo coro

Report / venerdì 23 giugno

Presentazione del libro Lettere da Mariele ... oltre le note dello Zecchino d'Oro

Mariele Ventre ci ha lasciato un esempio di umanesimo cristiano, di protagonismo femminile e di attenzione all’arte come rifrazione di Dio.
Dagli archivi della Fondazione a lei dedicata, la corrispondenza inedita della direttrice dello Zecchino d’Oro e del Piccolo Coro dell’Antoniano, alla presenza della sorella Maria Antonietta, del giornalista Giuliano Musi, dell’Editore Roberto Mugavero
e con la preziosa esibizione dei ragazzi che la stessa Mariele ha educato al canto.


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Mariele Ventre: tutti noi la ricordiamo sempre sorridente a dirigere il Piccolo Coro dell’Antoniano nelle tante edizioni dello Zecchino d’Oro. Adesso, quei bambini che lei stessa ha educato al canto, si sono ritrovati e hanno creato un altro coro, che canta le canzoni di quella volta là, con la stessa bravura e con lo stesso pathos. In senso ironico li chiamano “I Vecchioni”, ma sono ragazzi di trent’anni, o poco più. Saranno loro a fare da sottofondo canoro al salotto letterario tutto dedicato alla figura, ancora tutta da scoprire, di questa grande donna.
È la Mariele che emerge dalla sua fittissima corrispondenza, raccolta dal giornalista Giuliano Musi in un libro edito da Minerva: “Lettere da Mariele… oltre le note dello Zecchino d’Oro”. La Mariele pianista di altissimo livello, diplomata a pieni voti al Conservatorio di Milano. La Mariele missionaria e ferrea direttrice di piccoli coristi a cui insegnava a cantare in maniera impeccabile, grazie al suo personalissimo metodo didattico – canoro. La Mariele profondamente religiosa, nella sua radicata convinzione che la musica, il canto, l’educazione dei bambini che le venivano affidati, fossero una maniera di aiutare il prossimo, che era lo scopo primario della sua vita.

Giancarlo De Cataldo racconta il suo Romanzo Criminale

Report / venerdì 26 maggio

De Cataldo San Marino

Magistrato e scrittore, maestro della descrizione dei torbidi intrecci tra malavita, tessuto sociale e malaffare politico.Giancarlo De Cataldo si racconta a Villa Manzoni a partire dalla sua opera più famosa: Romanzo Criminale.

Giancarlo De Cataldo ha processato la Banda della Magliana, l'ha raccontata in un romanzo che è diventato una saga, ne ha avvistato la fine, indicando la metamorfosi antropologica e criminale della città in una "Suburra" dove il Mondo di Sopra e quello di Sotto diventano tutt'uno in quello di Mezzo.
“Romanzo criminale” non è soltanto un affresco sulla mala di Roma. Così, senza un minimo di romanticismo, somiglia a un’epopea. Nel 2005 Michele Placido ne trasse un film di grande successo, poi Sky produsse una doppia serie tv.
Un grande personaggio: magistrato, giudice della Corte d’Assise di Roma, scrittore, sceneggiatore, tra i suoi titoli più famosi: Suburra, Nero come il cuore, Nelle mani giuste, Onora il padre, La Notte di Roma. La sua bibliografia è lunghissima e vanta collaborazioni importanti con nomi come Camilleri e Lucarelli., Bonini e altri.

> Leggi l'intervista realizzata a Villa Manzoni con Giancarlo De Cataldo

Marcello Jori presenta "La storia dipinta dell'arte"

Report / giovedì 27 aprile

Il grande artista illustra il suo libro-opera, ovvero la prima storia dell'arte raccontata attraverso tavole disegnate e scritte da un artista.«Ho sempre sognato di vedere la faccia del primo artista del mondo mentre inventava la prima opera d’arte, e in questa storia ce l’ho fatta».

"La storia dipinta dell'arte" è un racconto dipinto e scritto a mano, il primo tentativo mai fatto da parte di un artista di interpretare la storia dell'arte raccontandola dal suo punto di vista. Un libro sorprendente, che nasce da un progetto a puntate in corso di pubblicazione sulla rivista “Flash Art", raccolto e ampliato da Rizzoli in un'unico prezioso volume, dove l'eclettica esperienza di Jori si condensa in una nuova forma narrativa, ottenendo un risultato al contempo artistico e divulgativo. In sostanza si tratta della prima storia dell'arte realizzata come un'opera artistica in sé.

MARCELLO JORI (1951) inizialmente fotografo, poi pittore, scrittore, designer, fumettista, illustratore, vive e lavora tra Milano e Merano. Fra i protagonisti della scena artistica italiana, ha partecipato a tre Biennali di Venezia, alla Biennale di Parigi, a due Quadriennali di Roma, ha esposto in gallerie e musei nazionali e internazionali. Ha realizzato oggetti per Alessi e Moroso. Oltre a numerosi libri d’arte, nel 2000 ha pubblicato il bestseller Nonna Picassa (Mondadori Strade Blu), un romanzo di formazione basato sulla gura della nonna. Ha collaborato con “Vogue” e “Vanity” e ha disegnato copertine per "la Lettura" e il "Corriere della Sera" dove più volte, ha scritto d'arte, non da giornalista, ma da artista.

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Valerio Massimo Manfredi presenta Teutoburgo

Report / Venerdì 17 marzo

Il grandissimo archeologo incanta Villa Manzoni con la presentazione di Teutoburgo, una potente rievocazione storica della battaglia che ha cambiato il destino dell’impero romano e del mondo.

Valerio Massimo Manfredi fa il pieno a Villa Manzoni. Comincia alla grande la quarta stagione del salotto letterario promossso dall’Ente Cassa di Faetano che ospita, per la sua prima serata, il maestro del romanzo storico, affascinante quando scrive, tanto quanto racconta le sue opere e i suoi personaggi.
Valerio Massimo Manfredi racconta Teutoborgo, una delle più grandi sconfitte del potentissimo esercito di Roma. Parla dei due protagonisti Wulf e Armin, due giovani germanici, fatti prigionieri ed educati a Roma, ma con destini completamente diversi. Descrive i grandi generali, da Druso a Germanico, ma anche Publio Quintilio Varo che portò le legioni al massacro di Teutoburgo, e il centurione della Diciottesima Legione Marco Celio Tauro, qui morì da valoroso. Narra della potenza di Roma, della sua perizia nelle opere civili, gli acquedotti, i ponti, le strade che non finiscono mai; delle sue navi e dei suoi eserciti. Spiega i suoi punti deboli a causa del lavoro basato sullo schiavismo. E poi descrive anche Palmira, vista tanti anni fa, che si tinge di rosso sullo sfondo verde dei palmizi mentre arriva la notte e il cielo si accende sul bagliore dei marmi eterni, che solo la furia del fondamentalismo ha saputo distruggere. Una damnatio memoriae che attraversa i secoli, che abbatte ogni testimonianza, ma non riesce a cancellare la bellezza e far dimenticare gli eroi.
Del resto, il romanzo che racconta epoche lontane ha il fascino di “another time, another place”. Forse qui è uno dei segreti del successo dei lavori di Valerio Massimo Manfredi e una di serata che ha fatto luce sui segreti di Teutoburgo, la battaglia che ha cambiato le sorti dell’impero romano. E dell’Europa. Se così non fosse stato, forse l’Europa Unita avrebbe oggi 2000 anni. Ma questa storia non fu mai scritta.

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