Il Salotto di Villa Manzoni 2017


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San Marino e il risarcimento per il bombardamento inglese del '44

Report: mercoledì 15 novembre, ospite Valentina Rossi

Il 26 giugno 1944 i bombardieri della Desert Air Force Britannica preso di mira la neutrale e pacifica Repubblica di San Marino. Ci furono morti, feriti e distruzioni. Il giorno dopo scattò immediatamente la solidarietà internazionale, ma ci vollero ben diciassette anni perché l’Inghilterra riconoscesse un parziale indennizzo.
Una pagina drammatica - a tratti inedita - della nostra storia, raccontata attraverso documenti e carteggi emersi da un'accurata ricerca di Valentina Rossi nei fondi finalmente desegretati del Ministero degli Esteri e del Ministero della Guerra britannici.


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In tempo di guerra, la prima vittima è la verità. Mai postulato fu più vero, come nella lunga vicenda del risarcimento inglese per i danni del bombardamento del 26 giugno 1944. Valentina Rossi incanta il pubblico del Salotto di Villa Manzoni, promosso da Ente Cassa di Faetano, con la ricostruzione della vicenda attraverso le sue lunghe ricerche presso gli archivi inglesi, in particolare del Ministero della Guerra e del Ministero degli Esteri, dove numerosi fascicoli sono stati desegretati a partire dagli anni Novanta. Oltre 1500 documenti visionati e studiati, sui 3500 recuperati. E come spesso accade nelle indagini, ogni informazione rimanda ad altri filoni di ricerca. Valentina Rossi, docente di storia e filosofia alle Scuole Secondarie Superiori, da sempre appassionata ricercatrice, racconta come, al termine della guerra, la tenacia, la continuità, ma soprattutto la dignità con cui le autorità sammarinesi, con i pochissimi mezzi di cui disponevano, presentarono istanze e petizioni al governo inglese. Quando, di fronte a trattative estenuanti, si decisero a scrivere direttamente alla regina, non avendo possibilità di pagare un traduttore, scrissero la rogazione in lingua latina, aulica, bellissima, perfetta. I grandi latinisti, in quel momento, non mancavano. Un episodio davvero commovente. L’elenco della documentazione è lunghissimo, sia per i tentativi inglesi di produrre testimonianze su presunte presenze tedesche a San Marino, sia per il calcolo dei danni: 10 mila di sterline proposte in prima battuta, contro le 700 mila delle stime sammarinesi.
Ci vollero ben 17 anni e diversi cambi di governo per arrivare, nel 1961, ad un risarcimento di 80 mila sterline in un quadro internazionale molto complesso, dove giocavano dinamiche e strategie politiche sicuramente molto al di sopra di un piccolo Stato come San Marino. Una cifra che non fu un vero e proprio risarcimento, come ben esplicita la formula “ex gratia” usata nel testo ufficiale, elargita più per un gesto di “simpatia” che non per il riconoscimento dei danni e delle vittime causati dal bombardamento.

La grande musica a Villa Manzoni

Docenti ed allievi di String Concert Academy eccezionalmente insieme.
Report: martedì 12 settembre

Dopo il successo dello scorso anno, il Salotto di Villa Manzoni torna ad aprire le sue porte alla prestigiosa String Concert Academy, il laboratorio formativo che raccoglie sul Titano giovani musicisti già professionisti, che intendono costruire la propria carriera con il supporto di artisti di fama mondiale. Animato da giovani provenienti da ogni parte del mondo - Cina, Spagna, Russia, Francia, Giappone, Italia, Albania - String Concert Academy è in corso a San Marino dal 5 al 15 settembre, per la sua seconda edizione, e si sta facendo notare a livello internazionale non solo come momento di arricchimento formativo, ma anche come trampolino di lancio.
La serata sarà un momento di musica davvero eccezionale perchè vedrà esibirsi insieme - in un concerto per soli archi - giovani talenti con artisti di calibro mondiale, per celebrare una magia che solo la potenza e la bellezza della musica possono generare.
Suoneranno con i loro allievi maestri del calibro di: Oleksandr Semchuk al violino, Leonid Gorokhov al violcello e Andiy Vitovich alla viola. In programma, musiche di Schubert, Telemann, Alvarado

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Pamela Mele presenta IN FELICITA' #34

La toccante storia di una vittoria contro il dramma dell'anoressia
Report / lunedì 24 luglio

Una storia di dolore e di speranza sulle note del Liga. Una lunga lotta contro l’anoressia che divora la vita delle persone. L’autrice si racconta a Villa Manzoni, con la partecipazione dello psicologo Maurizio Ceccoli.

L’anoressia è una malattia che distrugge il corpo e la mente. Che porta alla morte, in una percentuale altissima di casi. Pamela Mele, una dolcissima signora romana, logopedista, un marito, due figli, racconta il suo viaggio all’inferno. E ritorno. Di fronte ad un pubblico più che mai attento e sensibile, apre il suo cuore, ripercorre il suo dramma, fatto di regole ferree per costruirsi un’apparente normalità, l’ossessione del peso, il conteggio maniacale delle calorie, i sacrifici inauditi, il cibo sminuzzato e mai mangiato. Il digiuno perenne. La solitudine. Una bolla impenetrabile per chiunque, costruita apposta per “gestire” il rapporto con gli altri. O meglio, per evitare di gestirlo.
Quando è riuscita a risalire la china, a guardare in faccia “la bestia” che la stava divorando dentro e a combatterla, Pamela decide di scrivere un libro, che serva da monito a tante altre ragazze, che possa portare un aiuto a chi l’aiuto lo rifugge. “In felicità #34” lo ha titolato, ma originariamente era “infelicità”. È rimasto il 34 con il cancelletto, oggi si direbbe hashtag, ma per Pamela è lo sbarramento dei 34 chili, il peso sotto il quale non dovrà più andare.
Accanto lei, ospite del Salotto letterario promosso da Ente Cassa Faetano, il dottor Maurizio Ceccoli, che conosce molto bene questa patologia dal punto di vista dello psicologo e che ne parla come di una vera e propria malattia psichiatrica. Poi il discorso si allarga ai disturbi alimentari che descrivono un vero e proprio disagio sociale, alle devianze giovanili, al fenomeno delle dipendenze, al recentissima, terribile, moda del Blue Whale.
In sala c’è un pubblico di professionisti, di famiglie, di persone nei cui occhi si legge la luce della sofferenza e della speranza, della voglia di capire perché tanti ragazzi “si fanno male” e fanno star male.
Pamela è un caso speciale, ce l’ha fatta. E adesso sta girando le scuole, i quartieri e le piazze di Roma, per raccontare la sua esperienza e, in qualche maniera, fare prevenzione. La “bestia” di può sconfiggere, ma lascia segni indelebili. Lei stessa soffre di disturbi gastrici e intestinali difficilmente guaribili, osteoporosi grave, menopausa precoce.
Ma ha tanta voglia di vivere, l’ha riscoperta, grazie al sostegno della sua famiglia, all’amore di suo marito e dei suoi figli, grazie a medici e analisti che hanno saputo seguirla, alle sue amiche, che non l’hanno mai abbandonata.
Grazie anche alle note del Liga, una passione musicale nata quando era ragazzina e che, nella disperazione del dolore e della solitudine, sono diventate una specie di ancora di comprensione e di salvezza.

Mariele Ventre, la sua storia, il suo coro

Report / venerdì 23 giugno

Presentazione del libro Lettere da Mariele ... oltre le note dello Zecchino d'Oro

Mariele Ventre ci ha lasciato un esempio di umanesimo cristiano, di protagonismo femminile e di attenzione all’arte come rifrazione di Dio.
Dagli archivi della Fondazione a lei dedicata, la corrispondenza inedita della direttrice dello Zecchino d’Oro e del Piccolo Coro dell’Antoniano, alla presenza della sorella Maria Antonietta, del giornalista Giuliano Musi, dell’Editore Roberto Mugavero
e con la preziosa esibizione dei ragazzi che la stessa Mariele ha educato al canto.


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Mariele Ventre: tutti noi la ricordiamo sempre sorridente a dirigere il Piccolo Coro dell’Antoniano nelle tante edizioni dello Zecchino d’Oro. Adesso, quei bambini che lei stessa ha educato al canto, si sono ritrovati e hanno creato un altro coro, che canta le canzoni di quella volta là, con la stessa bravura e con lo stesso pathos. In senso ironico li chiamano “I Vecchioni”, ma sono ragazzi di trent’anni, o poco più. Saranno loro a fare da sottofondo canoro al salotto letterario tutto dedicato alla figura, ancora tutta da scoprire, di questa grande donna.
È la Mariele che emerge dalla sua fittissima corrispondenza, raccolta dal giornalista Giuliano Musi in un libro edito da Minerva: “Lettere da Mariele… oltre le note dello Zecchino d’Oro”. La Mariele pianista di altissimo livello, diplomata a pieni voti al Conservatorio di Milano. La Mariele missionaria e ferrea direttrice di piccoli coristi a cui insegnava a cantare in maniera impeccabile, grazie al suo personalissimo metodo didattico – canoro. La Mariele profondamente religiosa, nella sua radicata convinzione che la musica, il canto, l’educazione dei bambini che le venivano affidati, fossero una maniera di aiutare il prossimo, che era lo scopo primario della sua vita.

Giancarlo De Cataldo racconta il suo Romanzo Criminale

Report / venerdì 26 maggio

De Cataldo San Marino

Magistrato e scrittore, maestro della descrizione dei torbidi intrecci tra malavita, tessuto sociale e malaffare politico.Giancarlo De Cataldo si racconta a Villa Manzoni a partire dalla sua opera più famosa: Romanzo Criminale.

Giancarlo De Cataldo ha processato la Banda della Magliana, l'ha raccontata in un romanzo che è diventato una saga, ne ha avvistato la fine, indicando la metamorfosi antropologica e criminale della città in una "Suburra" dove il Mondo di Sopra e quello di Sotto diventano tutt'uno in quello di Mezzo.
“Romanzo criminale” non è soltanto un affresco sulla mala di Roma. Così, senza un minimo di romanticismo, somiglia a un’epopea. Nel 2005 Michele Placido ne trasse un film di grande successo, poi Sky produsse una doppia serie tv.
Un grande personaggio: magistrato, giudice della Corte d’Assise di Roma, scrittore, sceneggiatore, tra i suoi titoli più famosi: Suburra, Nero come il cuore, Nelle mani giuste, Onora il padre, La Notte di Roma. La sua bibliografia è lunghissima e vanta collaborazioni importanti con nomi come Camilleri e Lucarelli., Bonini e altri.

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Marcello Jori presenta "La storia dipinta dell'arte"

Report / giovedì 27 aprile

Il grande artista illustra il suo libro-opera, ovvero la prima storia dell'arte raccontata attraverso tavole disegnate e scritte da un artista.«Ho sempre sognato di vedere la faccia del primo artista del mondo mentre inventava la prima opera d’arte, e in questa storia ce l’ho fatta».

"La storia dipinta dell'arte" è un racconto dipinto e scritto a mano, il primo tentativo mai fatto da parte di un artista di interpretare la storia dell'arte raccontandola dal suo punto di vista. Un libro sorprendente, che nasce da un progetto a puntate in corso di pubblicazione sulla rivista “Flash Art", raccolto e ampliato da Rizzoli in un'unico prezioso volume, dove l'eclettica esperienza di Jori si condensa in una nuova forma narrativa, ottenendo un risultato al contempo artistico e divulgativo. In sostanza si tratta della prima storia dell'arte realizzata come un'opera artistica in sé.

MARCELLO JORI (1951) inizialmente fotografo, poi pittore, scrittore, designer, fumettista, illustratore, vive e lavora tra Milano e Merano. Fra i protagonisti della scena artistica italiana, ha partecipato a tre Biennali di Venezia, alla Biennale di Parigi, a due Quadriennali di Roma, ha esposto in gallerie e musei nazionali e internazionali. Ha realizzato oggetti per Alessi e Moroso. Oltre a numerosi libri d’arte, nel 2000 ha pubblicato il bestseller Nonna Picassa (Mondadori Strade Blu), un romanzo di formazione basato sulla gura della nonna. Ha collaborato con “Vogue” e “Vanity” e ha disegnato copertine per "la Lettura" e il "Corriere della Sera" dove più volte, ha scritto d'arte, non da giornalista, ma da artista.

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Valerio Massimo Manfredi presenta Teutoburgo

Report / Venerdì 17 marzo

Il grandissimo archeologo incanta Villa Manzoni con la presentazione di Teutoburgo, una potente rievocazione storica della battaglia che ha cambiato il destino dell’impero romano e del mondo.

Valerio Massimo Manfredi fa il pieno a Villa Manzoni. Comincia alla grande la quarta stagione del salotto letterario promossso dall’Ente Cassa di Faetano che ospita, per la sua prima serata, il maestro del romanzo storico, affascinante quando scrive, tanto quanto racconta le sue opere e i suoi personaggi.
Valerio Massimo Manfredi racconta Teutoborgo, una delle più grandi sconfitte del potentissimo esercito di Roma. Parla dei due protagonisti Wulf e Armin, due giovani germanici, fatti prigionieri ed educati a Roma, ma con destini completamente diversi. Descrive i grandi generali, da Druso a Germanico, ma anche Publio Quintilio Varo che portò le legioni al massacro di Teutoburgo, e il centurione della Diciottesima Legione Marco Celio Tauro, qui morì da valoroso. Narra della potenza di Roma, della sua perizia nelle opere civili, gli acquedotti, i ponti, le strade che non finiscono mai; delle sue navi e dei suoi eserciti. Spiega i suoi punti deboli a causa del lavoro basato sullo schiavismo. E poi descrive anche Palmira, vista tanti anni fa, che si tinge di rosso sullo sfondo verde dei palmizi mentre arriva la notte e il cielo si accende sul bagliore dei marmi eterni, che solo la furia del fondamentalismo ha saputo distruggere. Una damnatio memoriae che attraversa i secoli, che abbatte ogni testimonianza, ma non riesce a cancellare la bellezza e far dimenticare gli eroi.
Del resto, il romanzo che racconta epoche lontane ha il fascino di “another time, another place”. Forse qui è uno dei segreti del successo dei lavori di Valerio Massimo Manfredi e una di serata che ha fatto luce sui segreti di Teutoburgo, la battaglia che ha cambiato le sorti dell’impero romano. E dell’Europa. Se così non fosse stato, forse l’Europa Unita avrebbe oggi 2000 anni. Ma questa storia non fu mai scritta.

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